Quali fotografie?

La definizione del mio lavoro: fotografo di matrimonio è oramai divenuta molto generica. E non parlo di affinare la definizione con un luogo, tipo “fotografo di matrimonio a Venezia, piuttosto che fotografo di matrimonio Londra o qualsiasi altra città del mondo. Oggi non basta dire che sei un fotografo di matrimonio per spiegare che fotografie fai. Il settore si è enormemente evoluto, i fotografi di matrimonio hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e questo ha portato molta varietà e possibilità di scelta.

Per le coppie di sposi che devono scegliere il fotografo giusto è un fattore molto positivo: è diventato molto più facile trovare il professionista adatto ai nostri gusti.

Ma come stanno le cose vista dal punto di vista del fotografo? Da questo lato della barricata le cose sono sempre molto complicate. Vivo spesso grandi discussioni interiori. Decidere cosa fare e come farlo è molto complesso. Ammiro molto quei colleghi che hanno le idee chiare, sanno cosa vogliono e sanno come comunicarlo ai proprio clienti.

Al contrario, io sono sempre alla ricerca di qualcosa che non sempre trovo. Non necessariamente delle novità, ma un equilibrio tra i diversi tipi di fotografia che amo. Adoro la fotografia di reportage, quindi non smetto mai di proporre lo storytelling del matrimonio. Cerco di raccontare il matrimonio con la massima attenzione e senza perdere la concentrazione durante la giornata. Ogni momento è importane e interessante. Questo però comporta anche un enorme lavoro di selezione a posteriori. Un album può contenere al massimo 200 fotografie e in un matrimonio vissuto e raccontato attraverso i momenti e i dettagli non è facile essere stringati.

Adoro molto anche la fotografia di ritratto e quale migliore occasione del giorno del matrimonio per “regalarsi” una sessione di ritratti singoli e di coppia? Ecco che si entra in un altro ambito, molto più tecnico e con tempi molto diversi rispetto alla fotografia di narrazione. Ma come si può negare ad una coppia di sposi, nel loro giorno più bello, di celebrare la loro bellezza? Un abito da sogno che mai più verrà indossato, un’acconciatura ed un trucco ricercato e valorizzato con molta cura sono solo gli elementi più visibili che in un matrimonio è doveroso ricordare. Per questo motivo ho studiato molto le tecniche di ripresa e posa per il ritratto.

Legato alla fotografia di reportage e di ritratto c’è anche l’amore per la fotografia in bianco e nero. Lo propongo sempre ma non sono mai riuscito a confezionare un album completamente in bianco e nero. Dall’anno scorso, propongo anche il servizio analogico, ovvero scattato e sviluppato con la tecnologia fotografica tradizionale e non digitale. Una finestra sul passato, un’esperienza completamente diversa. Spero di incontrare qualche coppia di sposi che desideri vivere questa emozione, magari in aggiunta al servizio fotografico digitale…

A conclusione di questa analisi sembrerebbe tutto a posto, un po’ di racconto, un po’ di ritratto ed ecco il servizio perfetto… eppure no! Non basta più. Come dicevo all’inizio la fotografia di matrimonio è in grande crescita e così noi fotografi siamo alla continua ricerca di miglioramenti nel nostro linguaggio. I punti di ripresa, la distanza dal soggetto, la scelta dell’attrezzatura, il momento in cui scattare, i tagli, la luce ecc. sono decisioni quotidiane che si prendono in tempi molto rapidi e senza poterci ripensare. Sono decisioni molto importanti che contribuiranno in modo sostanziale alla realizzazione del racconto. Infine ci sono le decisioni a posteriori, per le quali si ha a disposizione più tempo ed anche la possibilità di ripensare. Parlo della fase di selezione delle immagini e dell’editing delle stesse.

Molto spesso queste fasi sono determinate da quelle precedenti e dall’atmosfera del giorno del matrimonio. Ma non sono scelte semplici. Io ho da sempre sposato l’idea di una post produzione che ricorda la fotografia analogica, senza gli effetti vintage o altri artefatti anche se oggi la moda li richiede e talvolta li impone. io ho sempre percorso la via della continuità, dello stare “fuori dal tempo e dalle mode” senza chiedermi se piacerà o non piacerà adesso ma se piacerà o non piacerà in futuro…  Per fortuna ho incontrato il gusto di molte coppie di sposi stupende.

La prossima volta che uscirò per un servizio fotografico di matrimonio avrò gli stessi dubbi di sempre e mi porrò le stesse domande: che fotografie faccio?

La risposta poi è ogni volta la stessa; nel momento in cui inizierò a scattare, smetterò di pensarci e mi lascerò trasportare dalla situazione e dagli eventi…

Ogni persona mi esprime emozioni diverse ed io continuerò a lasciare aperta la mia mente al fine di raccoglierle e trasformarle in fotografie che vi emozioneranno per sempre… tutte le “domande da fotografo” saranno riposte nel cassetto delle domande senza risposte. Non mi preoccuperò più della distanza tra me e voi, dell’obiettivo da usare o se la foto sarà a colori o in bianco e nero… mi preoccuperò solo di raccontare la vostra storia, emozionarvi ed emozionarmi.

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