Oggi parlo di lei

Dopo un bel po’ di tempo in cui non ho scritto molto, mi sono ritrovato qui a voler raccontare qualcosa di me ma soprattutto di lei, Alice. Alice è mia figlia, la figlia di un fotografo di matrimonio. Cosa deve sopportare?

Non molto in realtà, si è creato un rapporto ludico con la fotografia di ritratto. Ovviamente nel tempo si è abituata all’obiettivo e la fotografia con lei si è evoluta. Per un papà, la figlia è sempre la più bella del mondo e per una figlia il papà è sempre un super-eroe.

Quando poi la figlia è appassionata di pittura e il papà fa il fotografo ritrattista ecco che i punti di incontro e i motivi per passare del tempo insieme in studio o a visitare mostre e librerie si trova sempre con molto piacere.

Come ogni papà anche io sono innamorato di mia figlia e scattarle delle fotografie è quasi una manifestazione del bene che le voglio. È come volerle dare una delle cose migliori che posso fare… lei ricambia lasciandomi vedere oltre l’aspetto esteriore e lascia trasparire i suo stati d’animo e il suo carattere attraverso le espressioni dei suoi ritratti.

Questo è ciò che riesco a fare con mia figlia ma che ogni volta che fotografo una persona cerco di fare. Chiunque si metta davanti al mio obiettivo mi da la possibilità di entrare in empatia. Scrutare dentro me stesso per offrirmi emotivamente alla persona che ho di fronte affinché faccia lo stesso.

Mi piacerebbe molto riuscire a spiegare con le parole questo processo emotivo che si crea tra fotografo e soggetto ma credo che non sia così semplice.

Ritornerò su questo argomento e magari vi mostrerò anche altre fotografie, oggi vi lascio con 2 ritratti di Alice che a me piacciono molto e dei quali ho preparato personalmente le stampe per 2 cornici 70x100cm che metterò in casa…

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