Stile personale o tendenza?

Fin da ragazzo, quando iniziai a fotografare e molto prima di diventare un fotografo di matrimonio, sento dire che ogni fotografo deve trovare il proprio stile personale. La sua strada e non farsi condizionare da ciò che lo circonda. Anche oggi, se frequentiamo dei workshop o corsi di aggiornamento, questo consiglio non manca e non manca nemmeno nelle chiacchiere più o meno serie che si fanno tra colleghi.

Ma cosa significa realmente questa cosa?

Non è proprio semplice affrontare questo argomento perché si scontra con vari fattori, innanzitutto i gusti dei clienti che variano a seconda della tendenza del momento. Sono ormai 10 anni che mi occupo a tempo pieno di fotografia di matrimonio ed ho visto modificarsi le tendenze in modo anche molto evidente. Se cambiano le tendenze, almeno in parte, significa che cambia il modo lo stile dei fotografi. Questo è lapalissiano altrimenti significherebbe che ogni 2 o 3 anni ci dovrebbe essere un cambio generazionale.

È vero che di fotografi di matrimonio ce ne sono molti ma non abbastanza per darsi questo tipo di avvicendamento. Quindi il proprio stile è qualcosa che varia a seconda delle mode del momento? Potrebbe essere ma lo scostamento potrebbe anche essere riconducibile entro alcuni “paletti” che non ci rendono incoerenti.

Per stile personale non intendo i grandi filoni in cui ognuno di noi si incanala o nel tempo si sposta: reportage, fashion, vintage, ecc ecc ma parlo proprio di una visione personale della fotografia. Questa visione include tutto ciò che riguarda la fotografia a 360°. Dal taglio dell’inquadratura, al tipo di attrezzatura scelta per la ripresa alla post produzione e alla presentazione del lavoro finito.

In altri settori la “mano” del fotografo è molto importante e anche molto riconoscibile. Facciamo l’esempio di Giovanni Gastel per la moda: il suo approccio alla fotografia di moda con contaminazioni pittoriche è molto evidente e riconoscibile così come Sebastiao Salgado nell’ambito del reportage e del bianco e nero ha una personalità molto spiccata!

Succede questo anche nella fotografia di matrimonio?

Io credo di sì, ma siccome la fotografia di matrimonio è un settore molto eterogeneo e diffuso, è difficile individuare le nicchie e in queste nicchie i fotografi che danno qualcosa di molto riconoscibile. La difficoltà che si incontra con la fotografia di matrimonio è che il fotografo non è proprio libero del tutto di esprimersi, deve sempre arrivare a dei compromessi con la committenza. Proprio questo favore porta i fotografi ad assomigliarsi sempre più e quindi a perdere la propria personalità allontanandosi dalla via maestra. Non ritengo che questo sia il male in assoluto, non è grave assomigliarsi purché non sia una via di comodo per ridurre gli sforzi, poiché questo comporterebbe inevitabilmente un abbassamento della qualità.

Certo, l’obiettivo di molti noi è proprio quello di venire scelti per la nostra unicità e lo stile che proponiamo. Ma poi siamo condizionati dal fatto che vivendo di questo lavoro, siamo costretti a fare determinati numeri e non possiamo permetterci di lavorare solo ed esclusivamente per la nicchia di mercato che ci piace. Tutto questo non è assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti dei clienti, anzi, è un’apertura alla comprensione delle esigenze del cliente, piegando (nei limiti della ragionevolezza) le nostre inclinazioni naturali a vantaggio dei gusti del cliente.

Sono comunque convinto che il giusto rapporto con il cliente sia quello “dell’amore a prima vista”, ovvero il cliente ideale è quello a cui piace il nostro stile così com’è, solo questa alchimia darà soddisfazioni ad entrambi e molto probabilmente saranno i migliori lavori che produciamo.

Il mio obiettivo è proprio questo, arrivare ad esprimermi in modo sempre più “personale” lasciando stare le tendenze per arrivare alla nicchia di mercato (termine che detesto poiché i clienti sono persone con anima, cuore e cervello non segmenti statistici) più adatta al mio vero modo di essere. Questo blog ha anche questo scopo, raccontare quello che mi piace e come mi piace interpretarlo per arrivare alle persone che hanno i miei stessi gusti.

Per quanto riguarda il mio stile ammetto che non sia così riconoscibile ed evidente, ma ha le sue peculiarità. Si tratta della fusione tra il reportage e il fashion dove il reportage è molto delicato e cerca di raccontare i momenti con sensibilità e garbo mentre il fashion cerca la bellezza utilizzando la tecnica in modo impeccabile, sia in fase di scatto che nelle fasi seguenti. Il reportage non è un reportage puro così come il fashion non è un fashion puro! Non mi vergogno a dire che a volte la bella scena è staged anche se sembra “rubata”. Sarà quasi impossibile trovare nel mio portfolio immagini “sporche”: mossi, focheggiature imprecise, neri chiusi, dominanti di colore non corrette e volti “imbruttiti” dalla postproduzione. Inoltre le inquadrature sono fatte scegliendo l’obiettivo adattato alla scena evitando sempre deformazioni delle persone e/o tagli improbabili. Ecco, forse la ricerca di questa estrema pulizia nelle immagini mi rende meno riconoscibile ma non per questo privo di stile personale. Proprio in un periodo in cui la tendenza è proprio verso uno scatto meno tecnico e più sporco, io continuo a propormi a chi piace il racconto patinato.

È naturale, nel fotografo di matrimonio, così come negli artisti, una certa evoluzione e quindi non è strano trovare delle modificazioni allo stile. Anni fa anche a me piaceva scattare con obiettivi diversi da ora ed interpretavo il reportage in modo più coriaceo, cercavo di stare sempre dentro la scena per viverla assieme ai soggetti. Con il tempo ho scoperto di preferire essere un narratore discreto, avvicinandomi alla scena senza però esserne parte, rimanendo sempre al mio posto.

Anche la ricerca e lo studio contribuiscono all’evoluzione del fotografo di matrimonio. E come potrebbe non essere così. L’amore e la passione per questa professione ci porta a sperimentare sempre cose nuove e a studiare molto. Gli strumenti a nostra disposizione vengono aggiornati costantemente ed è importante conoscerli a fondo, magari quel dettaglio che cercavamo con il nuovo aggiornamento è ottenibile. Ma anche frequentare corsi di aggiornamento in settori diversi dalla fotografia di matrimonio è molto importante. A volte allontanarsi dalle cose che si fanno quotidianamente ci permette di vederle da una prospettiva diversa e questo non può far altro che farci crescere. Investire sulla propria cultura e sulle proprie abilità è faticoso e a volte può sembrare inutile ma alla lunga ci premierà.

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