Lo sguardo

Si sa, gli occhi sono capaci di comunicare molto più della bocca… per un fotografo di matrimonio e di ritratti sono un elemento magico! Una porta sulle emozioni delle persone ritratte. Proprio imparando a leggere gli sguardi è possibile mettere nelle fotografie gli stati d’animo delle persone. 

Nel reportage si cerca di evitare che lo sguardo del soggetto sia rivolto verso l’obiettivo al fine di dare l’idea di essere un narratore “invisibile”. In questo caso è possibile scorgere l’interazione tra le persone o tra la persona ritratta ed un oggetto… prendiamo ad esempio la sposa con il proprio bouquet; per lei non è un semplice “mazzo di fiori” ma è il bouquet del suo matrimonio, è magico e se noi fotografi riprendessimo la sposa con lo sguardo abbassato che lo guarda o, peggio ancora, che lo annusa, perderemmo quello che per lei è un’emozione forte. Ho imparato ben presto a chiedere alle spose di guardare il bouquet per goderselo, per apprezzare ogni dettaglio e lasciarsi trasportare dalla magica emotività del momento senza preoccuparsi di cosa avrei fatto io in quel momento… ecco che le fotografie hanno ottenuto una profondità maggiore e lo sguardo mi ha permesso di vedere cosa lei stesse provando in quel momento.

Per il ritrattista, a differenza del fotogiornalista, lo sguardo è un colloquio tra fotografo e soggetto. Chiedere di guardare verso l’obiettivo e stare un po’ in silenzio, lasciando spazio alle emozioni, si ottengono dei ritratti che raccontano non solo la bellezza estetica ma anche quella emotiva del soggetto ritratto.

Il mio modo di fotografare fonde entrambi gli stili e cerca negli sguardi l’essenza del matrimonio: l’amore!

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