Le fotografie di Vivien Maier in mostra a Genova.

Sono riuscito a ricavare qualche giorno di vacanza in questa caldissima estate 2017. Assieme a mia figlia Alice sono andato a visitare Genova e i dintorni, luoghi che per mille motivi non ho mai frequentato.

Naturalmente, anche se in vacanza, rimango un fotografo di matrimonio e come tale sono molto attratto da tutto ciò che è arte visiva.

La fortuna ha voluto che proprio in questo periodo fosse allestita la mostra di Vivien Maier. C’è voluto proprio poco a convincere Alice a visitarla, è bastato raccontarle che non si tratta di una fotografa ma di una bambinaia con l’hobby per la fotografia.

Tra gli anni 50 e gli anni 90 Vivien Maier ha scattato più di centomila fotografie in diverse parti del mondo senza mai mostrarle a nessuno. Questo dato l’ha incuriosita tantissimo, soprattutto perché ora possiamo vederle e questa è una grande fortuna.

Un bravo fotoreporter, sia esso street photographer, fotoreporter di guerra o fotoreporter di matrimonio, deve possedere alcuni talenti: occhio per il dettaglio, la luce e la composizione. Inoltre deve avere senso del tempo per scattare le immagini nel momento decisivo e deve avere un atteggiamento sempre positivo, instancabile e aperto verso gli altri.

Vivien Maier possedeva tutti questi talenti pur non essendo una fotografa professionista. Chicago, New York e la Francia (sua terra di origine) sono stati i luoghi più fotografati da lei. Ha saputo raccontare i suoi “tempi” con sensibilità, ironia e dinamismo, concentrandosi sulle mille sfaccettature della quotidianità americana del dopoguerra.

Come sono arrivate a noi queste fotografie? Uno studioso di storia, John Maloof, si aggiudicò ad un’asta a Chicago, un baule pieno di negativi. Una volta scoperto il contenuto e l’autore, iniziò a presentare le opere di Vivian Maier in tutto il mondo. Solo grazie a questo “colpo di fortuna” oggi abbiamo a disposizione questo immenso capitale artistico e culturale…

[Le fotografie, nel rispetto del diritto d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65 comma 2, 70 comma 1 bis e 101 comma 1 Legge 633/1941.]

Armenian woman fighting, September, 1956, Lower East Side, NY

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