a me piace…

Chissà quante volte mi avrete sentito dire, o avrete letto, che mi piace completare il servizio fotografico del matrimonio con un album. Certo, fa parte del lavoro del fotografo di matrimonio e in questo articolo potrete anche leggere una piccola dissertazione in materia. Ma la cosa fondamentale che l’album o il fotolibro mi consentono di fare è raccontare una storia. Produrre una sequenza di immagini che unite tra loro raccontano una giornata di festa ed emozioni uniche.

Nel momento in cui inizio a fare la selezione delle immagini per l’album mi immergo nuovamente nella vostra storia, torno ad essere parte di un evento importantissimo della vostra vita. A questo punto le fotografie non sono semplici immagini ma paragrafi di una storia.

Proprio come una storia, anche l’album ha bisogno di un suo schema fatto di ritmo, pause, riprese, tensione e riposo fino alla conclusione. Ogni immagine ha molti vincoli, non solo la cronologia della giornata ma anche il legame stilistico con la fotografia precedente e quella successiva, le immagini comunicano tra loro ed è stupendo quando questo “colloquio” fila liscio. È una fase entusiasmante del mio lavoro, che amo moltissimo. Soffermarmi a fare gli accoppiamenti e decidere la post produzione più adatta a volte richiedono parecchie ore ma sono ore che passano senza pesare.

Ci sono differenze anche tra album tradizionale e fotolibro ma sono minime. Un buon impaginato può funzionare su entrambi gli album, il fotolibro permette un po’ di più libertà sul formato della fotografia e sui tagli ma per essere gradevole, queste libertà è meglio prendersele con parsimonia.

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