Bla bla sul ritratto e … un pancione

Mi sono innamorato della fotografia di ritratto. Non è strano per un fotografo di matrimonio che ha nel suo studio la sala posa. Non saprei dire quando e in che modo sia nata questa passione e la scintilla che mi ha fatto innamorare di questa specifica disciplina.

Sono partito da molto lontano, sono sempre stato un grande appassionato di fotogiornalismo. Ho sempre guardato con grande ammirazione i reportage di grandi autori quali Salgado, Mc Curry, Scianna, Peress e tanti altri. L’ammirazione non è calata minimamente per questi lavori e per il genere fotogiornalistico ma si è aggiunto qualcosa di nuovo che è divenuto importante.

Il ritratto! Essendo un fotografo di matrimonio in Italia e quindi trovandomi spesso nella condizione di fotografare persone ho avuto una lenta metamorfosi delle mie percezioni. Sono passato dalla ricerca del momento decisivo (per usare un termine famoso coniato da Henri Cartier Bresson) alla ricerca dell’emozione. 

Fare un ritratto è mettersi in contatto con la persona che si ritrae. Non è solo una fotografia estetica ma è qualcosa che parte dall’emotività. Non è possibile ottenere un buon ritratto senza entrare in empatia con il soggetto.

Il buon ritratto è fatto anche che di molte cose tecniche, come la luce, la posa, la scelta del diaframma, la collocazione del soggetto nell’ambiente, il rapporto tra il soggetto e l’ambiente circostante ecc ecc.

Tutto questo però non funzionerebbe senza l’aspetto emotivo, perché con una buona posa ma uno sguardo ed un’espressione sbagliata il ritratto non funziona e l’unico modo per ottenere la giusta espressione e il giusto sguardo è far sì che la persona ritratta riesca a dirci quello che vuol dirci pur senza parlare.

In fotografia questo aspetto è importantissimo, se non abbiamo nulla da dire la fotografia non riesce, viene qualcosa di meramente tecnico senza riuscire a trasmettere emozione.

Nel ritratto sia il fotografo che il soggetto devono avere qualcosa da dire e se il rapporto che si instaurerà tra i due è buono allora avremo un grande ritratto!

Qualche giorno fa ho fatto delle fotografie a Sara. Sara la conobbi in occasione del suo matrimonio nel 2011 e con lei e suo marito Fabrizio ci fu subito una grandissima intesa. Nel 2012 nacque Tommaso, il loro primo figlio. In quell’occasione mi chiesero di far loro un servizio fotografico in studio, newborn e di famiglia. Ora Sara è nuovamente in dolce attesa e mi ha chiesto di ritrarla con il pancione. Mi ha fatto immensamente piacere la richiesta, dopo tanti anni c’è ancora questo stupendo rapporto tra noi. Ho messo tutto me stesso a sua disposizione e credo di essere riuscito a riprendere due aspetti molto importanti del carattere di Sara: l’immensa dolcezza e la grande forza!

Qui di seguito alcuni scatti presi dallo shooting, non mi ritengo ancora un fotografo di ritratto ma è bello avere dei sogni…

GC1_0302-1 GC1_0311 GC1_0395 GC1_0460 GC1_0501

Leave a comment